Abbronzatura e bambini



La pelle delicata di un bambino, soprattutto se di carnagione chiara, subisce danni progressivi se esposta alle radiazioni ultraviolette senza protezione adeguata, anche quando non si ustiona in maniera evidente.

 






L’abbronzatura, infatti, è pur sempre la risposta difensiva a un’infiammazione della cute che, per proteggersi, produce più melanina e ispessisce lo strato di cheratina.

Col tempo, l’accumulo di danno può causare alcuni effetti negativi, sia di natura estetica, sia a carico della salute cutanea.

Specialmente sulle pelli più chiare, infatti, cominciano a moltiplicarsi le efelidi (lentiggini) e, peggio, macchie scure più grandi, che diventano sempre più persistenti fino a rimanere permanenti. ll derma, poi, lo strato più profondo che normalmente sostiene la pelle dandole una superficie liscia, perde progressivamente la sua idratazione ed elasticità, così che appaiono precocemente piccole rughe sempre più numerose e visibili. L’effetto peggiore dell’accumulo di radiazioni ultraviolette, tuttavia, è l’insorgere di tumori della cute, dal carcinoma squamocellulare al molto più grave melanoma.

Quindi, non preoccupiamoci di chi ci dice che dobbiamo far abbronzare la pelle del nostro bambino e continuiamo a spalmarlo completamente di protezione totale o molto alta.




Attenzione anche in città:

Quando si parla di creme solari, viene spontanea l'associazione con la spiaggia e le escursioni in montagna, eppure questi prodotti sono ‘obbligatori’ anche in città, dove il sole abbronza come al mare.
Anzi, la possibilità di scottarsi è ancora più alta per chi, restando in città, non prende in considerazione la necessità di proteggere le parti esposte del bimbo.

Viso, braccia, spalle (se il piccolo indossa una maglietta senza maniche) e gambe (lasciate scoperte dai calzoncini corti), devono essere spalmate di crema solare che garantisca un’elevata protezione, quando il bimbo esce per una passeggiata o trascorre qualche ora all’aperto in giardino o al parco giochi. La pelle del bambino è molto delicata e il suo organismo è meno allenato nella produzione di melanina (fattore che protegge dal sole): quindi, il rischio di scottarsi è altissimo.