Additivi: quali evitare?

Se pensiamo che in media ogni anno ciascuno di noi ingerisce più o meno 5 kg di additivi alimentari, è evidente l’opportunità di scegliere gli alimenti che ne contengono di meno. In  particolare è bene evitare quelli sospettati di avere effetti negativi sulla salute dei consumatori, soprattutto dei più piccoli. Eccone un elenco:


I Coloranti

Gli "azoici", oltre a causare disturbi nel comportamento dei bambini, possono nuocere alle persone intolleranti ai salicilati (come l’aspirina) e sono spesso liberatori di istamina, che può intensificare i sintomi asmatici. Tutti gli appartenenti alle categorie rosso, arancio, giallo, sono da evitare:

E122 Azorubina - E123 Amaranto - E124 Ponceau 4R - E128 Rosso 2G - E129 Rosso Allùra - E110 Giallo Tramonto - E102 Tartrazina — E104 Giallo di Chinolina - E107 Giallo 2G.

 


I conservanti

I nitriti e i nitrati (E250 - E25 1), usati in molte conserve di came, nell’organismo possono formare le nitrosamine, sostanze con una spiccata azione cancerogena. Il difenile (E230) si usa sulla frutta, in particolare sulle arance. E’ tossico, irritante e può provocare nausea. Non dovrebbe attraversare la buccia, ma meglio preferire gli agrumi non trattati L’anidride solforosa (da E220 a E 228) viene aggiunta spesso alla frutta secca e può dare mal di testa, inoltre ostacola l’azione della vitamina B1 e può causare ipersensibilità.

 

Gli esaltatori di sapidità

Il glutammato di sodio (E 621) è spesso utilizzato per insaporire i dadi da brodo, i ripieni della pasta, la carne in scatola e molte preparazioni conservate a base di carne. Alle normali dosi di consumo non sembra essere nocivo, ma è meglio prediligere prodotti di prima qualità, naturalmente saporiti.

 



Gli addensanti

I polifosfati (E452), che possono essere presenti nel prosciutto cotto, nei formaggini e nei budini, tendono a legarsi al calcio rendendo problematico l’assorbimento da parte del nostro organismo.

 

Gli antiossidanti

Il butilidrossianisolo (BHA) (E620) e il butilidrossitoluolo (BHT) (E621) possono essere impiegati in molti alimenti come chewing-gum, margarine e patatine fritte, Le prove tossicologiche hanno evidenziato che queste sostanze possono causare emorragie e disfunzioni organiche a livello renale.

 



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