Allergia agli acari nei bambini

Sebbene invisibili a occhio nudo, gli acari della polvere costituiscono una delle principali cause di allergia tra i bambini. Il loro habitat naturale sono le nostre case, dove si annidano e proliferano: in particolare nei letti, veri e propri ‘depositi’ di piccole scorie organiche (come forfora e frammenti di pelle), di cui questi parassiti si nutrono.

Gli acari prediligono un ambiente caldo-umido. Ecco perché tendono a svilupparsi soprattutto durante la primavera e l’autunno, quando in genere si registra anche il maggior picco di manifestazioni allergiche

l sintomi sono simili a quelli dell’allergia respiratoria: naso chiuso, accompagnato da segnali di fastidio, come piccole smorfie, starnuti a raffica e tosse.

In condizioni particolari – ad esempio, un ambiente in cui la concentrazione degli acari è elevatissima o in presenza di un altro agente allergizzante, come i peli di un animale – può manifestarsi anche un attacco d’asma.

Se il piccolo soffre già di dermatite atopica, può verificarsi una sovrapposizione delle due patologie (gli acari, cioè, colonizzano l’epidermide approfittando delle lesioni), con un acuirsi delle manifestazioni infiammatorie della pelle (zone di cute arrossata, con vescicole e bolle).

Esiste un “vaccino”. Si tratta di una immunoterapia specifica che consiste nella somministrazione – per via iniettiva o sublinguale – di estratti di acaro, in dosi sempre crescenti, in modo da abituare progressiamente il sistema immunitario alla presenza dell’allergene.

Nei bambini, si preferisce la somministrazione per via orale, mediante una compressa da succhiare o alcune gocce da mettere sotto la lingua, in modo che la terapia possa essere eseguita a casa, dalla mamma.

Anche se semplice e non invasivo, il trattamento è però piuttosto impegnativo: il ‘vaccino’, infatti, deve essere assunto quattro-cinque giorni alla settimana (sarà lo specialista a personalizzare modalità e dosaggio su misura del piccolo paziente), per un periodo di almeno tre anni.

Di solito, l’immunoterapia viene impostata verso i 4-5 anni di vita del bambino, quando i sintomi diventano meglio definiti. Il trattamento, comunque, è ben tollerato anche in età più precoce.

La storia familiare ed esami specifici, come il prick-test o il cap-rast, sono elementi fondamentali per arrivare a una diagnosi certa, così come è importante valutare l’eventuale presenza di altre alIergie.

In questo caso, in genere, la terapia viene impostata sul disturbo predominante, per non somministrare troppi farmaci al bambino”.

Sostanzialmente priva di effetti collaterali (soltanto raramente si manifestano disturbi gastroenterici od orticaria), l’immunoterapia specifica rappresenta l’unica possibilità per modificare in modo durevole lo stato allergico del piccolo. Nella maggior parte dei casi, i risultati sono soddisfacenti e si mantengono stabili anche a distanza di tempo dall’interruzione della cura.

Buone norme sono comunque:

  • esporre spesso i materassi alla luce del sole che uccide gli acari
  • eventualmente usare un coprimaterasso antiacaro da lavare con una certa frequenza
  • eliminare le classiche mensole ricoperte di pupazzi (ricettacolo di polvere) dalla stanza del bambino o lavarli periodicamente