Disturbi più comuni in allattamento


Ecco elencati alcuni dei disturbi più comuni che possono colpire il seno della mamma che allatta. Tutti, però, sono facilmente superabili.

A sinistra un'immagine dell'anatomia del seno, clicca sull'immagine per ingrandirla.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO

Se avete un problema al seno dovete andare dal vostro medico di base, il pediatra vi spedisce a casa, per lui il bambino sta bene. Dovete rivolvervi al medico se:

Se il seno è dolente o se si presenta caldo e arrossato. 

Se avete la febbre.

Se siete malate e dovete curarvi con i farmaci

Se vi sentite in difficoltà, siete preoccupate, stanche o stressate, se siete alla prima esperienza e pensate di non riuscire ad allattare, fatevi seguire da un’ostetrica.

Potete rivolgervi alle ASL, all’ospedale, ai consultori o a una delle associazioni di assistenza alle mamme.

 

RAGADI

Sono taglietti piuttosto profondi al centro del capezzolo, che possono avere varie forme: a stella, a X, a trattino.

Causa è una suzione scorretta, di cui è facile accorgersi perché provoca fastidio e dolore durante la poppata.

DA FARE

Innanzi tutto, è fondamentale correggere gli errori di posizione di suzione del bambino, perché solo cosi viene meno lo stimolo irritante che può aver determinato le ragadi. Se l’attacco e la presa sono corretti, la suzione non è assolutamente dolorosa, neppure in presenza di ragadi

• Sciacquate i capezzoli con acqua tiepida senza sapone dopo ogni poppata, asciugateli accuratamente e lasciateli all’aria il più possibile. Dopo la poppata, basta spremersi un po’ di colostro (o di latte) e spalmarlo sull’areola lasciandolo seccare. Gli agenti disinfettanti e lenitivi naturalmente presenti nel latte sono più efficaci di qualtmque crema. Volendo, potete asciugare il seno con il phon ad aria fredda.

• Anche se il taglietto sanguina, non è il caso di sospendere le poppate. Se preferite, spremete il seno manualmente per scongiurare il rischio di ingorgo e poi date al bebè il latte estratto. Attaccate il bambino ogni volta che sembra avere fame. In tal modo non è troppo affamato e succhia con meno vigore.

• Allattate cambiando posizione tra una poppata e l’altra

• Tra una poppata e l’altra indossate una coppetta antiragade, così da evitare il contatto del capezzolo con i vestiti.

 

DA NON FARE

• Non smettete mai di allattare nell’intento di far "riposare" il seno. Correte il rischio di provocare un ingorgo e la diminuzione del latte prodotto.

• Non esagerate con l’igiene e con saponi aggressivi. La pelle è dotata di protezioni naturali (che sono secrete dai tubercoli di Morgagni sull’areola), che vengono rimosse dai prodotti disinfettanti

e detergenti. La pulizia estrema, dunque, non solo non giova ma può addirittura predisporre alle irritazioni cutanee perché toglie le difese locali.

•A volte può succedere che il seno sanguini durante il pasto e che quindi nel rigurgito del bambino si notino tracce scure di sangue. Non è il caso di allarmarsi né di sospendere l’allattamento. Parlatene al pediatra.

SE IL DOLORE E' MOLTO INTENS0

Potete anche utilizzare paracapezzoli ultrasottili di lattice, che si trovano in fannacia. Non dovete però ricorrervi spesso perché abituano il bambino a succhiare in modo diverso rendendo talvolta difficile riattaccarlo nuovamente.

 

IL BLOCCO DI UN DOTT0 GALATTOFORO

A differenza dell’ingorgo mammario, che è un disturbo generalizzato di entrambe le mammelle, il blocco di un dotto crea una tumefazione localizzata su un solo seno. ll seno, cioè, appare normalmente morbido, ma c’è un gonfiore circoscritto che impedisce la fuoriuscita di latte dalla zona colpita e si prova dolore. Sono assenti, invece, l’arrossamento e la sensazione di calore (segno di mastite).

In genere il blocco di un dotto galattoforo è dovuto a poppate poco frequenti e, soprattutto, a un’inadeguata rimozione del latte da un solo seno. Fra le cause scatenanti più comuni, vi è anche la cosiddetta "presa a forbice", cioè con l’indice e il medio divaricati che stringono il seno a tenaglia.

DA FARE

• Per prima cosa controllate che il bebè sia attaccato bene.

• Massaggiate la zona tesa e dolente per agevolare lo sblocco. Ecco come: esercitate con le dita una pressione sulla tumefazione in modo da spingerla verso il basso e verso l’areola (punto dove sfociano i dotti galattofori).

• Durante la poppata, mettete il bambino in modo che il suo mento prema contro la parte tumefatta. Così il piccolo può, con la sua stessa lingua, "massaggiare" il gonfiore e aiutame lo sblocco.

• Tenete un panno caldo e umido sulla zona colpita prima della poppata.

DA NON FARE

• Non indossate reggiseni stretti.

• Non dormite a pancia in giù.

 

L'INGORGO MAMMARIO

L’ingorgo mammario è un disturbo generalizzato, che interessa quasi sempre entrambe le mammelle. I sintomi sono: indurimento del seno, gonfiore, pelle tesa e lucida, talvolta anche arrossamento e dolore, difficoltà a far uscire il latte. Può esserci anche febbre, intorno ai 38 °C, ma senza sintomi di malessere generale.

L’eccessiva tensione dei dotti, dovuta al gonfiore, blocca la fuoriuscita di latte. ln genere, l’ingorgo si verifica quando si saltano alcune poppate o se l’attacco è sbagliato. Può essere dovuto anche a un reggiseno troppo stretto o perché si dorme a pancia in giù.

Se non si risolve, può portare alla mastite che si manifesta con febbre più alta e malessere generale.

DA FARE

• Riposatevi a sufficienza, perché lo stress può peggiorare la situazione.

• Allattate il bambino cambiando spesso posizione

• Prima della poppata, spremete manualmente l’areola per ammorbidirla e permettere al bimbo di attaccarsi, risolvendo l’ingorgo.

• Attaccate il bambino prima al seno più indurito e dolente: succhiando vigorosamente, garantisce un migliore svuotamento.

• Un impacco caldo prima della poppata agevola l’avvio del flusso: si tiene un panno caldo bagnato sull’areola per 10-15 minuti.

• Negli intervalli tra le poppate, massaggiate il seno e spremetelo per favorire la fuoriuscita del latte, aiutandovi eventualmente anche con un tiralatte

• Dopo, potete applicare un impacco freddo, che allevia il dolore e riduce il gonfiore: si arrotola un asciugamano, si intride di acqua fresca e si tiene sul seno per circa l0 minuti.

SE IL DOLORE E MOLTO INTENSO

Se non riuscite a svuotare il seno a causa del dolore troppo intenso, potete procedere nel modo seguente.

• Procuratevi una bottiglia di vetro a bocca larga, come quelle utilizzate per la passata di pomodoro, di almeno 700 ml di volume.

• Sterilizzatela facendola bollire in acqua per 20 minuti, quindi passate rapidamente l’esterno del collo della bottiglia sotto l’acqua del rubinetto per intiepidirlo.

• Mettete il collo della bottiglia a contatto con l’areola, premendo leggermente in modo che aderisca alla pelle quasi ermeticamente. Dopo qualche minuto il latte inizierà a uscire spontaneamente, senza provocare dolore.

• Continuate a svuotare il seno in questo modo finché non è più dolente. Continuate quindi con la spremitura manuale o con il tiralatte

• Conservate il latte in frigorifero, coperto

 


LA MASTITE

La mastite è un’infezione del seno, che può manifestarsi a seguito di un ingorgo, del blocco di un dotto, di una ragade non curata o di un urto al seno.

Colpisce una parte del seno e quasi sempre è interessata una sola mammella. Si manifesta con dolore localizzato, arrossamento cutaneo e calore, accompagnati a febbre, sensazione di stanchezza, nausea e mal di testa. Può essere provocata anche dall’abitudine di indossare reggiseni stretti di notte o alla presa a forbice durante le poppate. In alcuni casi è dovuta a un temporaneo abbassamento delle difese immunitarie della mamma.


DA FARE

• State a riposo finché l’infezione non è guarita.

• Assicuratevi che il piccolo si attacchi nel modo corretto.

• Allattate il bambino cambiando spesso posizione

• Prima della poppata, spremete manualmente l’areola per ammorbidirla e permettere al bimbo di attaccarsi.

• Cominciate le poppate dal seno infiammato.

• Dopo ogni poppata, spremere manualmente il latte con dolcezza dal seno malato, in modo da favorire il riassorbimento della tumefazione.

• Un impacco caldo prima della poppata agevola l’avvio del flusso: si tiene un panno caldo bagnato sul1’areola per 10-15 minuti.

• Prendete l’antibiotico prescritto dal medico.

 

DA NON FARE

• Non smettete di allattare.

SE IL DOLORE E MOLTO INTENSO

Potete ricorrere allo svuotamento del seno con il metodo della bottiglia consigliato in caso di ingorgo mammario

 

IL MUGHETTO

È un’infezione provocata da un fungo che il piccolo può contrarre durante il passaggio nel canale del parto se la mamma ne è affetta. Ma è anche possibile il contrario: il bambino la prende nei primi mesi di vita e la trasmette alla mamma durante la poppata.

Si avverte dolore durante la suzione, i capezzoli bruciano, pizzicano e pungono. Inoltre, sembrano irritati, di colore rosa intenso e lucidi. La sensazione di pizzicore si protrae anche dopo il pasto

DA FARE

È importante intervenire tempestivamente utilizzando sul capezzolo la stessa crema adoperata per la bocca del bambino.