Guida ai termometri per bambini


Prima o poi l'eventualità tanto temuta dai genitori si avvera: il nostro bambino non sta bene.


La temperatura del bambino si può controllare in diversi modi: si parla di misurazione interna o esterna.

  • Fino ai 2 anni, la via considerata migliore per misurare la febbre al piccolo è quella rettale. In questo caso, si deve tenere presente che i valori sono di 0,5° C superiori rispetto alla temperatura misurata esternamente (38,5° intemi, quindi, corrispondono a 38° esterni).

  • Dopo i 3 anni, quando la misurazione rettale comincia a essere rifiutata dal bambino, si può passare a quella ascellare.

  • Nel limbo tra i 2 e i 3 anni in cui non se ne parla di misurare la temperatura per via rettale e la collaborazione per via ascellare è pressochè nulla, potete provare ad usare il termometro da orecchio

 

In linea di massima il consiglio è quello di dare l’antifebbrile quando la temperatura supera i 39° rettali; l’effetto del farmaco dovrebbe manifestarsi dopo circa mezz’ora.

La febbre è un sintomo, non una malattia che segnala che qualcosa non va nell’organismo. Anzi, il rialzo febbrile ha anche una funzione importante: rende l’ambiente “inospitale” per virus e batteri. Somministrare il farmaco ha senso solo se il bambino, a causa della temperatura elevata, mostra segni di sofferenza (nel caso in cui avverta una sensazione di malessere generale, sia spossato o abbia mal di testa). Altrimenti l’antifebbrile non aiuta a “guarire prima".

In certi casi, anzi, come avviene nella varicella, è proprio l’innalzamento della temperatura che accelera processi metabolici in grado di favorire la “risposta” del sistema immunitario. Nei piccolissimi (prima dei sei mesi di vita), può essere difficile per i genitori interpretare i sintomi e intuire la causa della febbre alta: è meglio, quindi, informare tempestivamente il pediatra, perché valuti l’opportunità di una visita.

 


Tipi di termometro:

 

A contatto, con sensore termico: sono quelli rimasti più simili ai vecchi termometri, con una sonda che rileva il calore che ricorda quella dei termometri a mercurio, ma con rilevazione e lettura digitale in meno di 10 secondi. I modelli migliori sono lavabili e impermeabili, e con memorie che possono ricordare le ultime rilevazioni effettuate.

 

A contatto, con sensore a infrarossi: dispongono di un sensore che permette loro di misurare la temperatura appoggiandosi alla fronte o alla cavità dell'orecchio; la lettura è quasi istantanea e anche in questo caso troviamo le memorie per confrontare le ultime rilevazioni e la possibilità di pulire facilmente l'apparecchio.

È quello che dà meno fastidio al bambino, soprattutto se sta dormendo.

 

Da succhiotto che incorpora un sensore e la logica di misurazione della temperatura. Dopo qualche minuto il succhiotto suona indicando il raggiungimento della misurazione.

 

Nella stessa confezione del termometro digitale Avent, c’è anche il termometro a ciuccio. Nelle indicazioni cercano di dirti che rapprenta la soluzione ideale per i bambini più piccoli. Peccato però per questo piccolissimo neo che la temperatura misurata sul ciuccio (almeno nel mio caso) diferisse di 2 gradi da quella rettale e con più misurazioni quindi anche il ciuccio “robotico” è stato gentilmente riposto nell’apposito vano.

 




 
 
 
Per la misurazione rettale / ascellare funziona bene il kit del termometro digitale Avent (ciuccio a parte il resto funziona bene)

 
Per la misurazione da orecchio, con sensore infrarossi vi consiglio il Braun (sempre che il bambino stia fermo!)