Travaglio di parto



ULTIME SETTIMANE DI GRAVIDANZA

Durante le ultime settimane della gravidanza, il collo dell’utero è soggetto ad alcune trasformazioni.La futura mamma, quindi, potrebbe a volte avvertire qualche fastidio, simile ai dolori mestruali.

Inoltre in genere si espelle il tappo mucoso che sigilla il collo dell’utero proteggendolo dall’ambiente esterno. Si tratta di una secrezione biancastra e densa ma non tutte le donne si accorgono di quando avviene il distacco (alle volte succede semplicemente mentre stiamo urinando)

 

Dalla 38ma settimana:

  • il bimbo segue una dieta di mantenimento fornita dalla placenta (non aumenta molto di peso, il peso alla 38ma settimana è circa quello di nascita).
  • la placenta non produce più gli ormoni che tengono l’utero rilassato.
  • la gravidanza viene considerata “a termine” (fino alla 37ma e 6 giorni è considerato “prematuro”, dopo la 41ma settimana è “oltre termine”).
  • L’ipofisi produce ossitocina che provoca la contrazione dell’utero
  • Anche il bambino produce sostanze contrattili, l’adrenalina.

 

 

INSORGENZA DI PARTO

La contrazione è un accorciamento delle fibre dell’utero, cede l’orifizio uterino superiore mentre quello inferiore rimane chiuso.

Nella fase di inorgenza di parto le contrazioni si ripetono ogni 15-20 minuti a mamma e bimbo fermi.

Quando questo tipo di contrazioni si ripetono da circa un’ora, inizia il travaglio di parto.

 

 

QUANDO ANDARE IN OSPEDALE?

Ci si reca in ospedale quando le contrazioni sono ogni 10 minuti.

Ci si reca prima in ospedale in caso di:

  • perdita di sangue rosso vivo
  • contrazione continua
  • collo appianato
  • bambino piccolo

Se volete si può fare una doccia. Da evitare, invece, il bagno specialmente con l’acqua a temperatura molto alta perché, induce il rilassamento e rischia perciò di provocare un rallentamento delle contrazioni

 

TRAVAGLIO DI PARTO

E’ suddiviso in 4 periodi:

1-PERIODO PRODROMICO: si iniziano a sentire le contrazioni ma in questo stadio sono sopportabili e irregolari. Si avverte come un pizzicorio nel basso ventre. Il collo dell’utero da accorciato diventa appianato. Può durare anche 12 ore. In questo periodo è consigliabile mangiare poco e spesso (ogni 3-4 ore)

Frequenza: irregolare e non aumenta
Durata: irregolare
Intensità: simile a dolori mestruali
Localizzazione : basso addome

 

2-PERIODO DILATANTE: il collo dell’utero passa da appianato alla dilatazione completa (circa 10 cm). Le contrazioni hanno intensità con dolore sempre più intenso: la contrazione comincia debolmente, raggiunge la massima intensità, poi decresce fino a sparire. La durata della contrazione è di 60-90 secondi e tra una contrazione e l’altra c’è un intervallo di circa 5-8 minuti.

Questo periodo può durare anche 6-8 ore.

La famosa “rottura delle acque” (ovvero del sacco amniotico) si ha in periodo dilatante in genere quando la dilatazione è circa di 3cm. Il liquido amniotico si distingue dall’urina perchè è inodore, limpido e trasparente.

Arrivati a 3cm si dice normalmente che il più è passato in quanto si impiega lo stesso periodo di tempo per arrivare alla dilatazione completa di 10cm.

 Frequenza: regolare che aumenta con il passare del tempo
Durata: 60-90 sec
Intensità: lntensità con dolore sempre più intenso: la contrazione comincia debolmente, raggiunge la massima intensità, poi decresce fino a sparire
Localizzazione : dalla zona superiore dell'addome o dalle lombari, il dolore si espande al basso ventre

 

3-PERIODO ESPULSIVO: dura all’incirca 10-15 minuti (massimo 30); si tratta della nascita del bambino.

 

4-PERIODO o SECONDAMENTO: si tratta dell’espulsione della placenta, periodo non doloroso

 

 

EPIDURALE

Normalmente prima di sottoporsi alla analgesia epidurale è obbligatorio eseguire gli esami della coaugulazione (emocromo , PT-PTT). Va inoltre valutata dal medico curante l’eventuale sospensione di farmaci anti-aggreganti piastrinici (es. Aspirina) o anticoaugulanti (es. Eparina) almeno una settimana prima della data presunta del parto.

L’assunzione di tali farmaci può costituire controindicazione all’epiurale.

In genere va compilato inoltre un questionario di autovalutazione sullo stato di salute della partoriente. E’ necessario informrsi preventivamente presso l’ospedale scelto per la nascita del nostro bambino.

 

Eventuali effetti collaterali possono essere:

  • abbassamento della pressione
  • mancato funzionamento dell’ analgesia per errori “tecnici”
  • può essere reso necessario il parto cesareo
  • può sopraggiungere un mal di testa nella terza giornata dopo il parto che sparisce in genere in 5 giorni.

Per maggiori informazioni consultate il sito AIPA (Associazione Italiana Parto in Analgesia) 


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