Limiti ai nomi per bambini


Il decreto del Presidente della Repubblica n. 396/2000, che ha introdotto il nuovo regolamento di stato civile, pone ai genitori dei limiti nell’attribuzione del nome al figlio.


  • La scelta deve corrispondere al sesso
  • secondo l’art.34, è vietato imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o di una sorella viventi, o un cognome come nome, o nomi ridicoli o vergognosi.
  • Inoltre, nel caso si voglia attribuire un nome straniero a un bambino con la cittadinanza italiana, questo deve essere espresso in lettere dell’alfabeto italiano con l’estensione alle ], K, X, Y, W





limiti nomi bambini.


Tuttavia, la definizione, inevitabilmente opinabile, di cosa possa essere considerato ridicolo e vergognoso è demandata, quale primo filtro, all’Ufficiale di Stato Civile che, secondo la legge, deve dissuadere i genitori dall'attribuire al bambino il nome che ha le caratteristiche vietate, e in caso di loro rifiuto, è tenuto a fare la segnalazione alla Procura della Repubblica, che darà inizio al procedimento di rettificazione, avanti il tribunale.

La potestà genitoriale viene dunque limitata nell’attribuzione del nome al figlio, qualora si ritenga, nell’interesse del minore, che la scelta dei genitori possa arrecargli un danno e pregiudizio nell’inserimento nel contesto sociale.

 


LA CASSAZIONE RIBADISCE IL DIVIETO

Nel 2006 i genitori di un neonato dichiaravano all’Anagrafe di Genova di volerlo chiamare "Venerdì", ma l'Ufficiale dello Stato Civile aveva fatto la segnalazione alla Procura della Repubblica del Tribunale, come previsto dal d.p.r. n.396 del 2000 che a|I'art. 34, prescrive: «È vietato imporre al bambino nomi ridicoli o vergognosi». Il Procuratore della Repubblica aveva quindi chiesto al Tribunale che fosse rettificata la scelta dei genitori. Il tribunale accoglieva |’istanza

e modificava il nome in Gregorio (il santo del giorno di nascita), confermando la pronuncia in Corte d'appello e rendendola definitiva in Cassazione. Il Tribunale precisava che occorreva evitare che, con l'attribuzione di "Venerdì", si potessero creare situazioni discriminanti e difficoltà di inserimento della persona nel contesto sociale, e sottolineava che la libera scelta dei genitori incontrava il limite del sentire comune e del significato proprio dei nomi all'interno della comunità.



 

Comments