Lochiazioni (o lochi)

lochi


Le lochiazionì sono le perdite vaginali di sangue, muco e mucosa endometriale (ovvero il rivestimento interno delle pareti uterine) che compaiono subito dopo il parto con il fine di svuotare e ripulire l'utero della neomamma dal cosiddetti “residui gravidici". Nel corso del puerperio, il periodo di 6-8 settimane che segue la nascita del bebè, l'organo in cui si è sviluppato il feto riavvia le contrazioni per recuperare gradualmente le dimensioni normali, essendosi ingrossato di circa 20 volte durante i nove mesi di gravidanza.





Parallelamente a questo processo si verifica appunto anche lo svuotamento dell'utero attraverso le lochiazioni che, pur essendo all'apparenza molto simili, non vanno quindi confuse con le mestruazioni: il ciclo mestruale, infatti, verrà riattivato mediamente 60 giorni dopo la sospensione

deIl'allattamento al seno. Va ricordato, tuttavia, che l'ovulazione, che determina la possibilità di rimanere di nuovo incinta, si verifica un paio di settimane prima del capoparto (la prima mestruazione): ciò significa che, in caso dì rapporti non protetti, si può avviare una gravidanza anche mentre la neomamma sta allattando.

La durata delle lochìazioni è, in genere, compresa indicativamente tra un minimo di 3 e un massimo di 6 settimane, l'arco di tempo necessario al completo ridimensionamento e svuotamento dell'utero.

Se, però, si allatta il piccolo al seno le perdite finiranno prima: la suzìone del capezzolo da parte del bebè, infatti, oltre a stimolare la produzione di latte da parte della ghiandola mammaria, determina l'aumento dellamconcentrazione nel sangue di ossitocina, ormone che intensifica intensità e frequenza delle contrazioni (non a caso quelle in genere più dolorose che si evidenziano nel corso della poppata vengono anche chiamate "morsi uterini"), con l'effetto di accorciare i tempi di espulsione dei residui gravidici dall'utero.



L’ímportanza dell'igiene

Nelle settimane che seguono il parto1'apparato genitale della neomumma è contraddistinto da una particolare fragilità e sensibilità e la presenza delle lochiazioni risulta favorire le probabilità di proliferazione di agenti infettivi: per evitarlo o comunque ridurre il rischio di infezioni è consigliabile seguire con cura alcune semplici norme igieniche.

1. Usare solo assorbenti esterni  che non rappresentino un ostacolo allo svuotamento dell'utero;

2- cambiarli di frequente

3. lavarsi igenituli mattina e sera con acqua tiepida e un sapone a PH naturale (livello di acidità) evitando disinfettanti o lavande aginali in quanto troppo aggressivi in questa fase. I

Queste regole vanno seguite con una particolare attenzione se si è subito 1' episiotomia (l'incisione del perineo, la zona compresa  tra ano e vagina) nel corso della fase espulsiva del parto allo scopo di favorire l'uscita del piccolo: la presenza della ferita aumenta, infatti, il rischio di infezioni nell'area.


Cambiano di aspetto?

Con il trascorrere delle settimane l’aspetto delle lochiazioni cambia cosi come la loro

definizíone: nei primi 4-5 giorni sono chiamate lochi “sanguigni” e sono simili alle mestruazioni;

tra il 5° 6 il 15° giorno tendono a schiarirsi e diventare filanti e sone indicate come lochi “siero-ematici”; dalla terza settimana diventano più dense e biancastre e sono definite “lochi cremosi”.

È importante tenerne sotto controllo aspetto e intensità e consultare subito il ginecologo in presenza di un sanguinamento molto intenso (emorragia) o se risultano maleodoranti o contengono coaguli piuttosto consistenti.

 

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