Staminali del cordone

staminali cordone


Dopo la nascita del bambino, quello che resta nel cordone ombelicale è una quantità di sangue ridotta ma preziosíssima. in essa si trovano infatti tantissime cellule staminali, veri e propri "pezzi di ricambio” che potrebbero servire per curare malattie del sangue e del sistema immunitario del bambino stesso o di altre persone compatibili.

Nel nostro Paese esiste la possibilità di conservarle in strutture pubbliche,chiamate Banche di sangue del cordone ombelicale, per essere a disposizione di chiunque si trovi ad averne bisogno, mentre non è consentita la conservazione per uso personale, se non in rarissimi casi.




Le "eccezioni"ammesse sono nel caso di neonati o loro famigliari colpiti da malattie curabilicon le cellule staminali (come alcune forme di tumore), oppure di famiglie con un rischio ereditario (come quelle colpite da forme gravi di talassemia). In questi casi, è prevista la conservazione del cordone ombelicale a scopo dedicato, quindi personale, senza alcun costo.

 

 

In Italia la legge consente però di trasferire il sangue del cordone ombelicale in una struttura all’estero, che lo conserva a pagamento.

 

Ed è così che le banche del cordone ombelicale con sede all'estero sono sempre di più,tra l'altro, si occupano loro stesse di prelevare e trasportare questo sangue fuori confine. Prima, però, occorre ottenere un nullaosta aIl'esportaziøne dal ministero del Lavoro, dellaSalute e delle Politiche sociali. Per farlo è necessario:

  • eseguire esami infettivologici specifici nell'ultimo trimestre di gravidanza,
  • richiedere alla Direzione sanitaria dell'ospedale in cui si è partorito il rilascio di un'apposita certificazione
  • effettuare il counselling (compilazione e consegna di un questionario che attesti la consapevolezza di quello che si intende fare) con il Centro nazionale trapianti.

 

È, questa, una strada che oggi sempre più genitori scelgono di percorrere.

 

Chiunque volesse donare il sangue del cordone ombelicale deve rivolgersi,con almeno qualche mese di anticipo rispetto alla data presunta del parto, al reparto di ostetricia e ginecologia delI'ospedale nel quale si intende partorire, dichiarando la propria volontà alla donazione. Sarà, poi,

necessario eseguire alcuni esami del sangue prima e dopo la nascita del bambino,così da escludere eventuali infezioni che renderebbero inutilizzabile il sangue. Se si intende invece conservarlo per uso personale occorre richiedere, meglio se con qualche mese di anticipo, il nulla osta al ministero e poi seguire le indicazioni della Banca privata estera alla quale ci si è affidati.

ln genere, alla madre viene spedito dalla società un kit di conservazione che dovrà essere consegnato al personale ospedaliero al

momento del parto. Una volta iniziato il travaglio, la banca stessa fa arrivare all'ospedale un corriere pronto a trasportare il sangue raccolto nel kit alle sedi all'estero. Il costo si aggira intorno ai 3.000 euro più, talvolta, un canone annuo per la conservazione.

 

Per informazioni: sito del ministero della salute

 

La procedura

Dopo il taglio del cordone, quando il bambino è già nato, ma la placenta è ancora nel ventre materno, si incannula la vena ombelicale e si lascia defluire il contenuto in una sacca sterile.

La sacca deve arrivare nella banca biologica entro 36-48 ore dal prelievo, viaggiando ad una temperatura stabile di circa 20 gradi. Una volta giunto a destinazione, il campione di sangue viene sottoposto a rigorosi controlli e quindi conservato a 190 gradi sottazero.

 

 

Le cellule staminali sono preziosíssime:

Grazie a loro, il sangue del cordone è in grado di sconfiggere malattie anche molto serie

Il sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta è particolare e, si può dire, “ricco” perché contiene una grandissima quantità di cellule staminali emopoíetiche.

Sono preziose perché, come tutte le cellule staminali, hanno due caratteristiche fondamentali: la capacità di rigenerare se stesse, e quindi mantenere viva una riserva perenne per l’organismo, e in più, quando serve, la possibilità di produrre cellule-figlie più differenziate. Nel caso delle staminali emopoietiche, le cellule finali sono tutti i componenti del sangue, e cioè globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Queste staminali si trovano per lo più nel midollo osseo, ma si è visto che, per effetto di alcuni meccanismi del parto che mettono in comunicazione diversi distretti dell’organismo, durante il travaglio e il parto queste cellule escono in grande quantità dal midollo dentro le ossa e si immettono nel sangue in circolo. Di conseguenza, il sangue che resta nel cordone e nella placenta ne è particolarmente ricco.

Pertanto, il sangue del cordone ombelicale, grazie alle cellule staminali di cui è ricco, può guarire da gravi malattie. Se, infatti, viene trapiantato, con un'infusione, in una persona affetta da leucemia, linfoma, anemia, alcuni disturbi del metabolismo, immunedeficienza o altri seri problemi del sangue, può portare in molti casi alla guarigione della malattia.

Queste cellule, infatti, possono ripopolare un midollo ossee malato, iniziando e moltiplicarsi e a produrre sangue sano.

Il trapianto con sangue placentare può dunque sostituire in certi casi quello con midollo osseo. Tanto più che, se per quest'ultimo è difficile trovare un donatore compatibile, per quello da cordone è più facile, in quanto si tratta di un sangue meno differenziato e come tale si adatta maggiormente a più organismi. Inoltre, il sangue placentare è “virologicamente  pulito", cioè non ha agenti infettívi che possano dare problemi a chi lo riceve, proprio perché prelevato in un bimbo appena nato.

 

Cellule staminali anche nel liquido amniotico

Le cellule staminali del liquido amniotico sono oggi considerate l’ultima frontiera nel campo delle staminali, in quanto sono in grado di differenziarsi in moltissime linee cellulari quali quelle del sangue, delle ossa, della cartilagine, dei muscoli, del tessuto nervoso e del tessuto epatico. Sono contenute nel liquido amniotico che viene prelevato durante l’esecuzione dell”amniocentesi. Va comunque detto che questo servizio non è sostitutivo della conservazione o della donazione del sangue del cordone ombelicale, sia perche le cellule staminali contenute nel liquido amniotico hanno caratteristiche differenti sia per la diversa normativa in questione.

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