Bugie dei bambini


pinocchio



Prima di classificare come bugia una dichiarazione del bambino occorre tener presente che fino a 4 anni circa il confine tra realtà ed immaginazione è molto labile.
A questa età il bambino è convinto che sia sufficiente pensare o desiderare una cosa perchè questa si avveri. Si tratta, dal suo punto di vista, di una specie di procedimento magico che gli consente di modificare realtà spiacevoli o troppo difficili da fronteggiare.

 “Non sono stato io!” è la tipica risposta del piccolo colpevole colto in flagrante, convinto di non essere stato lui a compiere quel misfatto o a disubbidire alla mamma o a procurarle un dispiacere ma bensì un altro io dal quale prendere le distanze.




La vita immaginaria del bambino di questa età, che comprende non solo le bugie ma anche un vasto repertorio di racconti fantastici non va ostacolata. Va semmai osservata per capirne le motivazioni. Spesso infatti il bambino mente per paura della reazione dei genitori e per timore di perdere il loro amore specie se ha combinato qualche guaio. Meglio quindi sorvolare di fronte alle prime bugie e dimostrare piuttosto al piccolo che l’affetto e la stima dei genitori restano immutati anche dopo qualche marachella.

Vi sollevo un punto di attenzione riportando cosa ci indica M.Montessori – Il bambino in famiglia pagg. 93-94
Spesso gli adulti, che si affaticano a risvegliare nel bambino la sincerità, lo circondano poi con falsità..
ricordiamoci quindi che i genitori devono essere di esempio e non pretendere dal bambino ciò che neppure loro stessi riescono a fare.



Vi consiglio caldamente la lettura di questo libro. 

Sono presenti diversi spunti molto interessanti che devono far riflettere il genitore sull’importanza cardine del suo ruolo e su come siano fondamentali la propria coerenza e il rispetto e la capacità di ascolto verso il bambino.
 
La bugia consapevole detta da un bambino un pò più grande che ha quindi coscienza di mentire:
“essa appare in quei bambini a cui è mancata la possibilità di un tranquillo sviluppo interiore”

Ritorna quindi il tema centrale della serenitò del bambino per garantire il suo corretto sviluppo fisico e psichico.









Ma come identificare una bugia del bambino o del ragazzo?

Per identificare le menzogne ci viene in aiuto la comunicazione non verbale.

La comunicazione non verbale comprende tutti i gesti involontari, fatti magari anche senza rendercene conto, che compiamo mentre parliamo.
Tutti questi gesti rivelano attitudini intenzioni in modo automatico e ingovernabile e spesso sfuggono sia a chi li produce che a chi assiste alla loro produzione.







Uno degli indici più conosciuti della menzogna è lo sguardo sfuggente. Chi dice una bugia riesce difficilmente a sostenere lo sguardo dell’interlocutore. Questo probabilmente è quello che accadrà con i nostri bambini visto che si presume non abbiano ancora sviluppato l’attitudine radicata a mentire e quindi a sostenere lo sgurdo dell’interlocutore per vedere se crede alla loro bugia.
Vi capiterà quindi di notare che il bambino si stropiccia un angolo dell’occhio o distolga proprio lop sguardo: il significato è il medesimo

Coprirsi la bocca : il gesto involontario di portarsi una mano alla bocca implica la volontà del cervello di bloccare l’uscita di parole che non corrispondono a ciò che si sta realmente pensando

Strofinarsi il naso: ha lo stesso significato del coprirsi la bocca: creare una barriera fisica all’uscita delle parole 

Secchezza delle labbra: a causa dell’ansia provocata dalla bugia detta il bambino sentirà la necessità di passarsi la lingua sulle labbra

Toccarsi un orecchio come per tapparlo: quindi infilare proprio il dito dentro, tirare il lobo, grattarsi dietro all’orecchio; con questo gesto si vuole tappare l’orecchio per non sentire quello che si sta dicendo ; è analogo a mettere la mano davanti alla bocca

Aumentare la frequenza con cui si manipolano oggetti : il lembo di un vestito per esempio oppure un oggetto che si ha in mano.




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